DA QUANDO L’ITALIA È UNA COLONIA SUCCUBE DELLA ÉLITE FINANZIARIA ANGLO FRANCO
STATUNITENSE?

COME E PERCHÉ TUTTO EBBE INIZIO
Come è potuto accadere che l’Italia, quarta potenza economica del Pianeta davanti a Gran Bretagna e Francia nel
1991, sia caduta così in basso? Per comprendere le ragioni di tutto ciò dobbiamo necessariamente andare indietro
nel tempo fino a quella che ho definito “la genesi del male”. La posizione geografica dell’Italia è unica e strategica
nel mondo perché si trova nel centro del Mediterraneo che è considerato un mare “buono”, una via naturale di
comunicazione (e di confine) tra: nord Europa, est Europa quindi Russia, Africa, Medioriente quindi Asia ed Estremo
Oriente (tramite il canale di Suez). Per questa ragione, tutta geografica e geopolitica, la storia d’Italia è densa di
eventi. Osservando solo gli ultimi duecento anni possiamo affermare che il Popolo italiano è stato forgiato da
numerosi accadimenti nefasti ma, tra tutti, il peggiore è la ridotta libertà d’informazione perché produce effetti
devastanti in quanto depista l’opinione pubblica, la allontana dalla realtà e la indirizza verso questioni irrilevanti al
fine di proteggere gli intrighi del potere (che agisce così nell’ombra e senza controllo). Il rapporto 2022 sulla libertà
di stampa di “Reporter sans Frontier” colloca l’Italia al 58° posto nel mondo. La qualità dell’informazione è cruciale
perché determina la differenza tra essere informati ed essere manipolati. Possiamo affermare che se i media ci
propinano da decenni informazioni mendaci le nostre opinioni sono, conseguentemente, distorte. “Cui prodest” (a
chi conviene) è la domanda che ci dobbiamo porre se vogliamo capire chi potrebbe essere il mandante ovvero chi
trae vantaggio dal fatto accaduto. Per il vero potere, ovvero per la élite finanziaria, è sostanziale mantenere lo
scontro sociale sul piano orizzontale (capitalisti-proletari, fascisti-comunisti…) impedendo con ogni mezzo quello
verticale (popolo-élite) perché, una rivoluzione in tale senso, lo distruggerebbe.
Qui in Italia, tra il 1800 ed il 1850, i Patrioti hanno il fine di unire la Penisola. Nel contempo, le banche Rothschild di
Londra e Parigi, che sostengono economicamente il commercio con l’estremo Oriente, comprendono che
continuare a circumnavigare l’Africa per arrivare in India e Cina è costosissimo. Per risolvere il problema finanziano
lo scavo del Canale di Suez con l’obiettivo di dimezzare tempi e costi, raddoppiando i guadagni, ma hanno un
enorme problema da risolvere. Se i Patrioti italiani unissero l’Italia essa sarebbe socialmente coesa, ricca e potente
nel centro del Mediterraneo e metterebbe a rischio l’investimento del Canale di Suez, la nuova via del commercio,
perché potrebbe prenderne il controllo. Per queste ragioni la élite finanziaria anglo francese decide di eterodirigere
l’unità d’Italia eliminando il vertice del movimento patriottico Italiano sostituendolo con soggetti a lei connessi.
Londra ha anche un obiettivo specifico: distruggere il Regno delle Due Sicilie che è ricco e prospero ed è il primo
concorrente commerciale della Gran Bretagna. Napoli, infatti, oltre ad avere una flotta mercantile in grado di
raggiungere l’estremo Oriente, ha rapporti con la Russia, ha una industria prospera e nelle sue casse vi è più oro di
quanto ve ne sia in tutta l’Italia, Stato Pontificio compreso (oro che finirà principalmente a Londra e Parigi).
La farsa della spedizione di Garibaldi, con i suoi mille che annienta un esercito addestrato composto da circa 140.000
effettivi e dotato di artiglieria pesante, funge da ombrello retorico finalizzato a coprire una orrenda realtà. Garibaldi,
infatti, finanziato dalla élite anglo francese, parte da Quarto con circa 1.500 uomini a cui si aggiungono circa 50.000
uomini durante lo sbarco a Marsala (già base commerciale inglese da circa cento anni). Quello attuato non è quindi
un risorgimento patriottico, come vorrebbero Stato Pontificio e massoneria italiana tra il 1802 ed il 1855 (e come
ci hanno sempre fatto studiare a scuola), ma una vera e propria guerra di aggressione contro uno Stato sovrano (il
Regno di Napoli) fatta sotto falsa bandiera (da Garibaldi) pianificata da Londra e Parigi.
Dopo Garibaldi arrivano i Savoia che usano l’esercito per piegare la popolazione civile del Sud Italia: azioni così
violente da convincere alcuni giovani ufficiali a non eseguire gli ordini e ad essere, per questo, fucilati o impiccati
insieme ai civili meridionali. Per circa dieci anni le scuole sono chiuse (1860-1870). Dei circa 40.000 soldati borbonici
che non vogliono giurare al nuovo Re Vittorio Emanuele II si perdono le tracce nel carcere di Fenestrelle. Buona
parte dell’apparato produttivo del Sud è trasferito a Torino, Genova e Milano. Viene introdotta la legge marziale e
circa 260.000 civili (uomini, donne e bambini) sono deportati nei campi di lavoro nel nord della Toscana.
Riflettiamo. Ci fanno festeggiare l’unità d’Italia a partire dal 17 marzo 1861 ma per giungere all’unità territoriale
nazionale dobbiamo attendere ancora: Veneto e Friuli (1866); Lazio (1870); Roma capitale (1871) e Trentino Alto
Adige (1920). Perché allora ci fanno festeggiare da quella data? Semplice, perché quella stessa élite che vuole e
finanzia la costruzione del Canale di Suez, che eterodirige il nostro risorgimento taroccandolo deve
necessariamente scongiurare il rischio che i veri Patrioti italiani si riorganizzino e, pertanto, decide di stabilizzare
politicamente l’Italia, in tutta fretta, sotto i Savoia (mettendo così in sicurezza l’investimento della nuova rotta
navigabile di Suez).
Questa élite finanziaria, ha propri uomini infiltrati nelle Istituzioni del Regno Sabaudo dal 1858 (patti segreti di
Plombières) e, da allora, non è cambiato nulla perché, in modo strisciante, ci eterodirigono sempre loro.
- Chi ha fatto assassinare Umberto I?
- Chi ha finanziato il fascismo?
- Chi ha assassinato Mussolini?
- Chi ha finanziato la resistenza?
- Chi ha assassinato Enrico Mattei?
- Chi ha assassinato Aldo Moro?
- Chi ha voluto la separazione Banca d’Italia Ministero del Tesoro nel 1981?
- Chi ha fatto cadere la prima repubblica con “mani pulite”?
Lamberto Rimondini
Devo manifestarle la mia immensa gratitudine per tutto il lavoro svolto, concretizzatosi in ben tre volumi (ho riacquistato il primo con gli aggiornamenti e quello “vecchio” l’ho regalato a una coppia di amici), di cui l’ultimo alla Festa di Altrementi di Arturo Ferrara alla festa del 24 maggio scorso, più agevole e intuitivo rispetto ai primi due, colonna comunque portante e di consultazione imprescindibile. Libri di Storia che non dovrebbero assolutamente mancare da qualsiasi libreria di noi italiani. Costruiamo TUTTI INSIEME una nuova Italia davvero Sovrana.
Io ci sono e ci sarò. Grato, NON rende.
Grazie infinite, grazie di cuore Lamberto 🙏🏻
Roberto